• Clochàn an Aifir

    55° 15’ Nord, 6° 29’ 07” Ovest. Giant’s Causeway. 65 Km a Est di Derry, 16 anni dopo il trattato di Belfast. Viaggio in un luogo fatto di montagne di pietre vulcaniche bagnate dalla gelida acqua dell’Oceano Atlantico e sferzate dal vento freddo dell’Irlanda del nord. Qui, dove le leggende parlano di Giganti, di Lotta e di Amore, sembra che il tempo si sia fermato secoli fa o forse, più semplicemente, che il tempo non esista. Sembra che i rumori della guerra che ha caratterizzato la storia recente di questo paese non siano mai arrivati. Ed è proprio qui che un ragazzo Nord Irlandese, schivo e silenzioso, nato a Derry dopo l’accordo di Belfast del 1998, sembra ritrovare la tranquillità, l’età e la consapevolezza che non sapeva di aver perduto, avendo portato con se il peso inevitabile di una storia che non ha vissuto, ma che condiziona silenziosamente la sua esistenza. Guardandolo intento ad arrampicarsi sulle scogliere a picco sull’oceano, a cercare pesci in un’insenatura tra strane rocce esagonali e a contemplare il panorama dall’alto di una collina di morbidissima erba irlandese, mi viene da pensare che forse questi luoghi abbiano davvero la forza e il potere di trasportarti in un’altra dimensione e restituire uno spiraglio di momentanea e lucida tranquillità ad un ragazzo che porta con se il dramma di una guerra che non ha mai combattuto.
  • Esplanade de la Défense

    La Défense è un quartiere di Parigi nato nel 1958 per volere dell’allora Presidente Charles De Gaulle. Piuttosto che convertire un quartiere già esistente fu decisa la creazione di un quartiere nuovo, volto a dare una risposta alle esigenze dello sviluppo del dopoguerra (automobili, traffico, sviluppo del terziario), nonchè ad assicurare la nascita di un distretto finanziario in grado di competere con la City di Londra. 56 anni dopo i numeri de La Défense sono: 12 settori; 310000 metri quadrati di lastricato e marciapiedi; 111000 metri quadrati di verde; 1500 imprese; 3000000 metri quadrati di uffici; 150000 impiegati; 30000 residenti. Solamente 30000 residenti, in un quartiere che sembra essere disconnesso dal resto della città e che, esclusivamente di giorno, durante l’orario di lavoro, viene raggiunto dai 150000 impiegati che lavorano nelle oltre 1500 imprese. Esplorando le vie della Défense si ha una sensazione di vuoto: il movimento e la frenesia delle persone sono limitati alle due stazioni metro, ai negozi e agli edifici commerciali. Al di fuori di questo, sembra di essere sospesi in una realtà rarefatta, proiettati nel modellino di una città futuristica già popolata, ma non ancora abitata. Pubblicato su Domus e Matelocus
  • Manuale

    manuàle 1. = lat. MANUALEM [= sinon. di MANUARIUM] da MANUS mano.   Propr. Fatto con mano; ed anche Maneggevole, o Da aversi facilmente alla mano: onde sostantivamente dicesi per Libro che ristrettamente contenga per guida ed istruzione dei pratici precetti essenziali di qualche dottrina o arte, quasi a significare che se ne deve far uso frequente e averlo spesso a mano.   [I Latini dissero « manuale » un piccolo astuccio di legno o legatura per un libro che preservava i margini dei fogli dall'essere logorati o cincischiati dall'abito o dalle mani della persona, che lo portava con se].   Deriv. Manualità; Manualmente.
  • Alpinismi

    Progetto realizzato in collaborazione con il fotografo Roberto Boccaccino Il corpo degli alpini è quello che, all’interno dell’esercito italiano, vanta forse l’iconicità maggiore. L’immaginario che si è costituito intorno ad esso, pur essendo ben definito, è tra i più eterogenei delle forze armate. Da un lato le brigate alpine costituiscono “unità militari di proiezione” tra le più addestrate ed efficaci, dall’altro la loro lunga storia ha prodotto e nutrito una serie di tradizioni, di canti, di accessori e orpelli, eventi ed adunate, tutti raccolti sotto un cameratismo e una goliardia quasi eccezionali. Alpini si diventa e si resta per sempre, a quanto pare. anche al di là della leva, al di là delle missioni all’estero, del congedo e del lavoro che eventualmente si intraprende dopo aver prestato servizio. e soprattutto, alpini si resta anche oltre l’immagine codificata e iconica del soldato e dell’eroe, dell’uniforme e della storia che circonda tutto questo. In questa serie fotografica l’immaginario degli alpini viene scomposto e le sue parti messe a dialogo, con risultati talvolta ironici. l’orgoglio e l’addestramento, la compostezza e la dedizione per l’arma vanno così ricercate in volti che, sotto il cappello pennato, ci raccontano già tutt’altre storie. Proiettato durante SIFestOFF2015
  • Lo specchio di Viganella

    Viganella è un piccolo paese della Valle Antrona in provincia di Verbania. Oggi conta qualche decina di abitanti ma la sua fondazione risale circa al 1200 e storicamente è stato un importante centro di estrazione mineraria.

    La caratteristica di questo borgo è che, data la sua posizione tra le montagne,non riceve la luce del sole nel periodo invernale che va dall'undici novembre al due febbraio. Questa caratteristica ha accompagnato la vita degli abitanti di Viganella per diversi secoli, precisamente fino al 2006 anno in cui l'allora sindaco Pier Franco Midali pensò di far installare uno specchio di 40 mq su un monte adiacente al paese al fine di riflettere la luce solare sulla piazza del borgo (la superficie illuminata risulta di 160 mq).

    Lo specchio segue, grazie ad un software appositamente brevettato, il movimento del sole per assicurare la corretta illuminazione della piazza ed al tramontare del sole torna in posizione per il giorno successivo. In occasione della Candelora il paese festeggia il ritorno del sole e lo specchio viene messo a riposo fino al successivo inverno.

    Pubblicato su IoDonna